Milan-Como in Australia, perché sì e perché no
Al giorno d’oggi il mondo del calcio ruota interamente attorno ai soldi e allo spettacolo e il caso che da ormai mesi sta facendo discutere l’intero Pianeta ne è l’ennesima conferma: il weekend compreso tra il 7 e l’8 febbraio 2026, Milan e Como scenderanno in campo per una sfida valida per la 24° giornata di Serie A Enilive… In Australia! Decisione rivoluzionaria o autentica follia?
Milan-Como dall’altra parte del Pianeta. Ma per quale motivo? Come tutti sappiamo, nel mese di febbraio, proprio in Italia, si svolgeranno i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, che occuperanno le strutture di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige dal 6 al 22 di febbraio. La decisione presa dalla Lega Calcio è legata all’impossibilità di utilizzare lo Stadio Giuseppe Meazza nei giorni in cui era stata calendarizzata la sfida, in quanto verrà impiegato per la cerimonia di apertura dei Giochi.
Per questa ragione, Rossoneri e Lariani si sono trovati costretti a cercare un nuovo stadio in cui disputare la partita. Dopo la proposta della Lega e l’ok della UEFA, mancano solamente il sì della Federazione Asiatica e della FIFA per confermare al 100% che le due squadre si scontreranno a Perth, nell’Australia sud-occidentale. Ma come si è arrivati a prendere questa decisione?
Milan e Como non possono semplicemente utilizzare stadi più vicini come quelli di Cremona, Torino o Pisa, liberi il weekend dell’8 febbraio? Certo, potrebbero, ma la proposta della FIGC rappresenta una vera e propria opportunità per il calcio italiano, in termini di immagine e trasmissione. Già in passato si sono verificati casi simili a questo: agosto 1993, Supercoppa Italiana negli Stati Uniti. Agosto 2002, Juventus-Parma a Tripoli, in Libia, ma queste partite hanno una caratteristica che le accomuna: si sono giocate a inizio stagione. Le squadre e i giocatori non venivano danneggiati. Qui, invece, c’è un grave danno a livello fisico per i giocatori: si va a giocare con un fuso orario di 7 ore, un viaggio lunghissimo e un alto cambio di temperatura.
Allo stesso tempo, anche la Federazione Calcio Spagnola (RFEF) aveva proposto di disputare il match tra Barcellona e Villarreal negli Stati Uniti, a Miami. Tuttavia, a seguito di numerose proteste da parte di giocatori e tifosi, si è deciso di annullare tutto. A differenza di Milan e Como, però, le due formazioni spagnole si sarebbero affrontate il 21 dicembre su terreno americano, pochi giorni prima della pausa natalizia, il che significa che i giocatori non avrebbero risentito del lungo viaggio, in quanto sarebbero rientrati in campo il 4 gennaio, due settimane dopo la “Sfida Americana”.
Per andare a giocare in Australia, la FIGC dovrà distribuire 4 milioni di euro al Milan, in quanto sarà lei la squadra a giocare “in casa”, sulla carta. 1 milione al Como e 3 milioni che vengono distribuiti per le altre 18 squadre di Serie A. In termini economici non si parla di un grande affare, le cifre non sono elevate, è solamente l’idea di portare una partita del campionato italiano in Australia. Ma allora perché bisogna allontanarsi così tanto dall’Italia?
La Lega non vuole andare a Perth per i soldi. L’obiettivo della Federazione è quello di esportare il calcio italiano al di fuori dell’Italia, e a confermarlo è stato lo stesso Luigi De Siervo, Amministratore Delegato della Lega Serie A: “Noi non andiamo in Australia per soldi, non è questo il punto, è sbagliato. Chiaro che servano anche quelli per pagare i costi incrementati, per sopperire alla mancanza di incassi in quel giorno dello stadio di San Siro, ma non è quella la motivazione, questo è un errore. Noi cercheremo di andare in Australia, ripeto se ci sarà concesso, solo perché lì esiste una comunità di persone che non ha meno dignità dei tifosi della Curva Sud di vedere il Milan, anzi più la relazione è a distanza e più deve essere coltivata, e quindi il Milan, che peraltro è una squadra che ha giocato già due volte a Perth, ci ha condotto in West Australia con questa chance. Tra l’altro, questa forse è una notizia che può interessare, l’offerta arriva non soltanto per il Milan, ma anche per l’Inter, cogliendo quello che per loro poteva essere un’opportunità, ovvero la chiusura di San Siro, e hanno pensato di ospitare entrambe le squadre di Milano. Ma l’Inter, per motivi organizzativi, questa opportunità l’ha declinata mentre il Milan l’ha accolta con entusiasmo, invitandoci ad approfondire”.
Analizzando i dati, la scorsa stagione la Premier League ha incassato ben 3.4 miliardi di euro, mentre la Serie A “solo” 900 milioni. Lo scopo di andare a Perth è quello di provare ad essere più competitivi sui mercati internazionali, da cui provengono la maggior parte delle entrate. Nonostante ciò, gli stessi giocatori del Milan si sono dichiarati contrari a questa decisione. Spiccano le parole di Adrien Rabiot, che ritiene sia assurdo andare a giocare in Australia, di Mike Maignan, e dello stesso allenatore del Milan, Massimiliano Allegri. Anche negli stadi italiani sono insorte delle leggere proteste, placate dalla Lega: per fare un esempio, in occasione del match tra Milan e Pisa, i tifosi rossoneri non hanno potuto esporre uno striscione che recitava: “Programmi le partite in un altro continente, ma poi ti riempi la bocca con «il calcio è della gente»”. A Parma, invece, la curva gialloblu ha mostrato uno striscione con scritto: “Riportiamo le famiglie allo stadio… In Australia?”
Milan-Como rappresenta una grande opportunità per il mondo del calcio, italiano e non. Può essere l’inizio di una svolta storica oppure un qualcosa che morirà subito dopo il fischio finale dell’arbitro, ma di una cosa siamo certi: i tifosi, non sono per nulla contenti di questa iniziativa.
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