La basilica di Vitruvio affiora dal passato

Simo
Scritto da Simo -
La basilica di Vitruvio affiora dal passato

La notizia è del 19 gennaio 2026 ma la conferma è stata data dal sindaco di Fano e dal ministro della Cultura solo alcuni giorni fa: sono stati finalmente trovati i resti della famosa Basilica di Vitruvio, le cui ricerche proseguono da oltre mezzo millennio. Ma perchè questa scoperta è particolarmente importante per il mondo dell’arte?

Marco Vitruvio Pollione (80 a.C. - 15 a.C. circa) è stato un importante architetto e trattatista romano, lavorò come ingegnere militare per Caio Giulio Cesare durante le sue innumerevoli guerre e successivamente come architetto al servizio dell’imperatore Ottaviano Augusto. La sua opera più famosa pervenuta fino a noi è il “De architectura”, importante trattato latino che codificò i principi di architettura, urbanistica e ingegneria che, non a caso, venne redatto nello stesso periodo in cui Augusto era intenzionato a rinnovare l’edilizia pubblica del suo impero. Questo trattato non fu importante solamente nell’Antica Roma, ma divenne un’importante fonte di riferimento per i grandi maestri del Rinascimento Italiano, come Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Raffaello e Andrea Palladio i quali contribuirono a porre le basi dell’architettura occidentale.

Sebbene sia incerto il luogo di nascita di Vitruvio sappiamo per certo che lavorò nell’antica Fanum Fortunae (attuale Fano, provincia di Pesaro e Urbino) progettando l’unica opera attribuitagli dagli storici, appunto la famosa Basilica. La planimetria di quest’ultima è aggiornata rispetto ai modelli tradizionali precedenti, il rapporto tra lunghezza e larghezza infatti è 2:1 e non 3:1 e vede lo stesso Vitruvio coinvolto come progettista ed esecutore, scriverà infatti la famosa frase “Conlocavi curavique faciendam” (Mi sono occupato dell’organizzazione e della realizzazione) confermando le moderne tesi riguardanti la sua diretta partecipazione al progetto. La Basilica si distingue dalle tradizionali anche per la presenza di due elementi innovativi che Vitruvio descrive nel trattato: l’abside, ovvero uno spazio semicilindrico innestato sul lato lungo dell’edificio (opposto all’ingresso) e il tribunale, definito “aedes Augusti” e descritto come un piano rialzato racchiuso dall’abside. All’epoca la Basilica aveva delle funzioni prettamente politiche rappresentate dai due nuovi elementi introdotti da Vitruvio che in seguito divennero le componenti principali di chiese e basiliche romaniche, gotiche, rinascimentali e barocche.

Originariamente la Basilica si affacciava sul Foro romano ed era in asse con il Tempio di Giove che si trovava dall’altra parte dell’antica piazza. Con la caduta dell’Impero Romano la maggior parte delle strutture venne smantellata e i materiali furono utilizzati per costruire nuovi edifici, altri vennero in parte inglobati in nuove costruzioni mentre altre ancora vennero distrutte lasciando integre solo le fondamenta. É il caso della Basilica di Vitruvio e del Tempio di Giove, sui quali vennero erette rispettivamente la Chiesa di San Domenico e la Chiesa di Sant’Agostino, quest’ultima con convento annesso. Per anni si è pensato che i resti rinvenuti sotto la seconda chiesa fossero le fondamenta dell’opera di Vitruvio, tuttavia a smentire questa ipotesi furono le dimensioni non concordi a quelle dei documenti di Vitruvio e i recenti scavi archeologici.

Infatti in seguito ad un’opera di riqualificazione della Piazza Andrea Costa a Fano gli operai si sono imbattuti in numerosi resti archeologici, identificati tempestivamente dalla Soprintendenza e analizzati da esperti archeologi. Continuando gli scavi lungo la piazza sono affiorati basamenti, muri portanti, marmi, colonne e il famoso abside descritto da Vitruvio. A quel punto è apparso chiaro che fosse affiorata dal terreno la famosa Basilica; per confermare ulteriormente questa tesi sono stati effettuati anche degli scavi in Piazza degli Avveduti: secondo le planimetrie di Vitruvio sarebbe dovuta affiorare qui la quinta colonna angolare, e così è stato.

Ad oggi gli scavi stanno proseguendo per permettere alla città di Fano di custodire uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi anni e per consegnare all’Italia l’ennesima bellezza della sua storia millenaria.

Simo

Simo

Appassionato di arte rinascimentale e numismatica, adoro visitare musei e avvicinare le persone alle mie passioni!

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