Recensione *Diventare Sinner* di Enzo Anderloni, Michelangelo dell’Edera e Alessandro Mastroluca
A differenza di molti altri libri che ho letto in passato, “Diventare Sinner” ha qualcosa di diverso: il bello di questo libro, a parere mio, è che non descrive ogni singola partita dell’Alto-Atesino da quando aveva 14 anni fino ai giorni nostri, bensì racconta la sua storia, capitolo per capitolo.
La storia ha inizio nel lontano 2005, in un piccolo campetto da tennis di Sesto Pusteria, un paesino di circa 2.000 abitanti, dislocato in Val Pusteria, una delle meravigliose valli del Trentino Alto-Adige. Proprio qui, Jannik Sinner maneggia la sua prima racchetta da tennis (all’età di 4 anni), regalatagli dal suo primo maestro Andreas Schonneger.
Durante la sua infanzia Jannik ha praticato molteplici sport: sci, calcio tennis…, ma fino all’età di 14 anni, nessuno sapeva che quel giovane dai capelli rossi sarebbe presto diventato il numero uno nel mondo del tennis. Fino all’età di 13 anni, infatti, Jannik si era dedicato prevalentemente allo sci alpino, e giocava a tennis solo durante l’estate, quando le montagne non erano ricoperte dalla neve. A 7 anni aveva vinto i Campionati Italiani di sci, e solo nel 2013 decide di abbandonare lo sci per dedicarsi al tennis. Questa scelta lasciò tutti quanti a bocca spalancata, compresa la maestra di Jannik, Lee, la quale era sicura che il suo allievo sarebbe potuto diventare un campione.
Il 2014 è un anno chiave per Sinner: entra per la prima volta nel mondo degli Under 14, e comincia ad affrontare giovani promesse come Mattia Bellucci e Matteo Arnaldi, attualmente al numero 74 e 62 del ranking ATP. In inverno, inoltre, arriva la prima convocazione in maglia azzurra, per la Winter Cup 2014: è ormai chiaro che Sinner ha delle qualità fuori dal comune.
Nel maggio 2015, Jannik si trasferisce in Liguria, a Bordighera, dove si trova il “Piatti Tennis Center”, un’accademia tennistica fondata da Riccardo Piatti, in passato allenatore di un campione del calibro di Novak Djokovic. A Bordighera, Sinner viene ospitato dalla famiglia di uno dei suoi allenatori, Luca Cvetkovic. Le giornate di Jannik hanno uno schema ripetuto giorno dopo giorno: colazione, sessione mattutina da tre ore circa, pranzo e parte fisica in palestra.
La prima vittoria internazionale arriva nel 2017, a Doha, in Qatar: Jannik ritorna da un periodo in cui vinceva poco, allora Nicola Fantone, al tempo direttore dei Centri Tecnici Permanenti, gli disse che se ad ogni cambio di campo lo guardava e gli urlava “Forza Napoli!”, avrebbe vinto ogni partita. A Doha vinse 8 partite di fila, e al termine della finale, come promesso, si fece scattare una foto con la sciarpa del Napoli al collo.
All’inizio del 2018 un’altra svolta: durante un torneo in Egitto, nel corso del primo turno, sconfigge l’indiano Aryan Goveas: il 12 febbraio 2018, per la primissima volta, il nome di Jannik Sinner compare nelle classifiche ATP. Da lì a dicembre, scalerà ben 1.041 posizioni e concluderà l’anno da numero 551 del mondo. In soli 365 giorni, dopo aver affrontato per la prima volta Carlos Alcaraz e dopo aver vinto le Next Gen ATP Finals di Milano, Sinner diventa n° 78 del mondo.
Il 2020 è un anno da sogno per Jannik, che passa da Top 100 a Top 50: il 14 novembre, a Sofia, vince il suo primo titolo ATP, battendo in finale il canadese Vasek Pospisil: a diciannove anni e tre mesi è diventato il più giovane tennista italiano a conquistare un titolo ATP.
Nel novembre del 2021, dopo essere entrato in Top 10 con la vittoria del Master di Vienna, e dopo il forfait di Matteo Berrettini, Jannik si trova a Torino per disputare la sua prima partita alle Nitto ATP Finals, un torneo che solo i primi 8 giocatori del ranking mondiale possono disputare. Al debutto deve affrontare il n°2 al mondo, Daniil Medvedev: quella partita terminerà 6-0 6-7 7-6 a favore del campione russo.
A novembre poi, scenderà in campo con la Nazionale Italiana per la Coppa Davis: “Non ho mai visto una mia maglietta con la scritta Italia sulla schiena. E’ la più bella”, racconta Sinner. E finalmente ci avviciniamo ai giorni nostri: con la vittoria dello Slam di Melbourne e del Master 1000 di Rotterdam, nel giorno di Pasquetta, Jannik Sinner si sveglia la mattina da n°2 del mondo, diventando il primo italiano nella storia a raggiungere questo traguardo.
“Diventare Sinner” è un libro che consiglio a tutti, non solo ai tifosi di tennis: ormai Jannik è l’icona dell’Italia in giro per il mondo; per questo penso possa essere bello per tutti leggere la storia di come un ragazzo normale, che paragona il tennis alla pasta al pomodoro, sia diventato un campione partendo dal nulla.
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