Recensione di “Frankenstein”: dal libro di Shelley all'ultimo film di Del Toro
Il libro scritto nel 1800 da Mary Shelley racconta la storia di Victor e della sua Creatura. La vicenda inizia con il racconto di Victor. Il dottor Frankenstein racconta la sua idea di come riportare in vita un morto e il modo in cui l’abbia realizzata. Dopo numerosi esperimenti ha dato vita a una Creatura. Provando ribrezzo per l’individuo che ha creato, rinnega la sua esistenza e “il mostro” è costretto a scappare. In questo punto, inizia il racconto della Creatura. Durante la fuga, incontrerà una famiglia di pastori dai quali si nasconde senza che loro ne siano a conoscenza. Dopo una lunga osservazione della famiglia, la Creatura è in grado di parlare e va a cercare suo “padre”: Victor Frankenstein. Il motivo della ricerca, e soffrendo la solitudine, è far creare al dottore una compagna con cui possa condividere la vita dato che non può essere ucciso. La sua richiesta non viene accettata e il mostro scappa un’altra volta. Da questo punto in poi, Frankenstein lo cercherà e inseguirà per tanto tempo fino a quando il medico non viene salvato da una compagnia di marinai. Questi, gli offriranno aiuto e ascolteranno la storia di com’è stato creato il mostro. Victor muore e la creatura ammette come si senta in colpa per la morte di suo “padre” e che la sua crudeltà, tutto ciò che ha fatto, è stato solo per auto-proteggersi da coloro che non lo accettavano. Infine, la creatura, a causa del suo senso di colpa annuncia che si ucciderà e scompare.
Guillermo del Toro, regista e sceneggiatore messicano, ha deciso di rappresentare il famoso libro di Mary Shelley, Frankenstein. Il film è molto simile al libro, i passaggi principali ci sono praticamente tutti infatti non tralascia niente che nel libro venga detto. E’ fedele al libro nella prima parte prima che Victor racconti la sua storia e poi la creatura racconti la propria. Alcuni elementi divergono nel fatto che venga raccontata in modo più approfondito la storia dell’infanzia del Dottore. Infatti, nella riflessione finale si può comparare il modo in cui poi Victor si approccia alla sua Creatura e il modo in cui il padre del dottore si comportava con lui. Un altro elemento approfondito nel film ma non nel libro è la profondità delle emozioni. Vedere nel lungometraggio il modo in cui era trattata la Creatura rispetto a leggerlo nel libro, forse ti fa provare più empatia. Sono molti gli elementi aggiunti nel film che rendono tutto il racconto più sensibile e umano.
A seguito del confronto, rimane evidente come sia essenziale evidenziare la vera domanda che ci pone in conclusione la scrittrice: chi è il vero mostro?
Sia l’autrice che il regista del film trattano di questo tema in modo approfondito. Infatti, il dottore sia nel libro che nel film ci appare come un uomo pieno di voglia di apprendere e dimostrare l’impossibile. Il punto in cui però viene reso “il mostro” della storia, è soprattutto a seguito della creazione di suo “figlio”. Dopo aver messo molto impegno nel suo esperimento, si vergogna di ciò che ha creato e lo ripudia. Questo è ciò che lo rende il mostro della storia. La Creatura che ha creato è brutta e non viene accettata, per questo motivo poi deve proteggersi da coloro che cercano di farle del male. Sia nel film che nel libro, la domanda che ci viene posta è chi è il vero mostro tra la Creatura e il suo creatore.
Il cast che è stato scelto da Guillermo del Toro ha fatto un ottimo lavoro a mio parere. La Creatura è stata interpretata da Jacob Elordi, Mia Goth come Elizabeth, Oscar Isaac era invece Victor Frankenstein. In generale gli attori scelti per recitare in questo film hanno svolto un ottimo lavoro.
Prima di vedere il film avevo letto qualche recensione. C’era chi diceva che era fatto molto bene e chi invece lo criticava pesantemente. Io mi trovo nel mezzo. Avendo letto il libro, ammetto che non è esattamente uguale e alcuni passaggi del film hanno particolari diversi (sono pochi i film presi da libri che li rappresentino parola per parola). Ma, positivamente, alcune parti viste sullo schermo sono più coinvolgenti’ perché vengono amplificate le emozioni dei personaggi. Concludendo, non ha deluso le mie aspettative perché mi aspettavo di trovare proprio ciò che ho visto.
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