Il Natale nella mia famiglia
Il periodo natalizio nella mia famiglia è sempre stato speciale e diverso da quello di molte altre famiglie. Dopo esserci trasferiti in Italia, abbiamo deciso di aggiungere alle nostre tradizioni anche il Natale cattolico, senza però rinunciare a quelle russe. Così, ogni anno, le nostre feste durano più a lungo e sembrano non finire mai.
Il 24 dicembre, la vigilia di Natale cattolico, è un giorno tranquillo. A volte lo passiamo con amici italiani, altre volte restiamo solo in famiglia, con una cena semplice e senza troppi piatti. È una serata calma, in cui si parla, si ascolta musica natalizia e si sente già nell’aria che stanno arrivando giorni speciali.
Il 25 dicembre festeggiamo il Natale, ma con una differenza importante: non ci scambiamo i regali. Per noi è normale così, perché nella nostra tradizione i regali si aprono a Capodanno.
Il Capodanno è la festa più sentita. È sempre una festa di famiglia e la casa si riempie di vita. Ricordo l’odore forte dei mandarini, che non manca mai, il tavolo pieno di piatti e tutta la famiglia in cucina: qualcuno cucina, qualcuno assaggia, qualcuno ride e racconta storie. Si parla tanto, si scherza e il tempo sembra passare più lentamente. Aspettiamo insieme la mezzanotte, con la televisione accesa e l’atmosfera piena di emozione.
Dopo la mezzanotte, spesso usciamo. Le città sono illuminate e sembrano più belle del solito. Ricordo le piste di pattinaggio all’aperto, con la musica, le luci e il ghiaccio che brilla sotto i piedi. Ci sono anche statue di ghiaccio, grandi e luminose, che sembrano opere d’arte. Camminare tra quelle statue, con il freddo sul viso e le risate intorno, è uno dei ricordi più belli.
Nella piazza principale ci sono giochi di luce, decorazioni e tanta gente che festeggia. È una notte magica, che resta nel cuore.
Dopo Capodanno arriva il Natale ortodosso, che si festeggia nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. È una festa più silenziosa e semplice. Si preparano piatti leggeri, senza carne, alcol o cibi troppo elaborati. È un momento più raccolto, in cui la famiglia si riunisce e si sente un’atmosfera diversa, più calma.
Un’altra festa molto importante è il “Vecchio Anno”, che si celebra il 13 gennaio. Serve per salutare definitivamente l’anno passato. Anche qui le tradizioni sono importanti: si preparano dodici piatti, e uno deve essere fatto con orzo perlato o riso, uvetta, semi di papavero e miele. Nella mia famiglia il miele viene sostituito con lo sciroppo, perché sono allergica, ma il significato della tradizione resta lo stesso.
Tutte queste feste rendono l’inverno un periodo speciale per me. Sono giorni pieni di famiglia, risate, profumi, freddo alle mani e ricordi che ogni anno tornano, facendomi sentire davvero a casa ovunque mi trovi.
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