LA STORIA INSEGNA - visita virtuale di Auschwitz-Birkenau

Silvia
Scritto da Silvia -
LA STORIA INSEGNA - visita virtuale di Auschwitz-Birkenau

Il 26 gennaio 2026 si è tenuta a scuola una visita online guidata ad Auschwitz-Birkenau, in onore della giornata della memoria del 27 gennaio, organizzata dal Ministro dell’ Istruzione e del Merito e dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah.

La visita prevedeva una premessa iniziale su ciò accaduto il 27 gennaio del 1945, giorno in cui le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau in Polonia.

Successivamente una guida italiana in diretta aveva il compito di suddividere il percorso in due parti, la prima parte dedicata a Auschwitz e la seguente a Birkenau, nella prima la guida mostra l’esterno del campo, raccontando quello che accadeva lì e anche gli edifici interni.

Proprio durante la visita dell’esterno ha mostrato il luogo dove si svolgevano orchestre, obbligate a suonare il rientro dei prigionieri dai lavori forzati. La musica, infatti, era un fenomeno paradossale e tragico, che rappresentava una modalità di svago per gli ufficiali nazisti, che serviva anche a scandire uccisioni che in questo caso avvenivano davanti a tutti, anche di fronte ai musicisti stessi. Le orchestre e i cori in quell’ambiente non erano espressione di vita culturale, ma dei veri e propri strumenti di controllo e di sottomissione.

Anche se per i musicisti la musica indicava una forma di resistenza intellettuale e spirituale, cantare e comporre era un metodo per mantenere la propria umanità e dignità in un ambiente dove l’ inumanità dominava.

Dopo aver visitato e descritto lo spazio esterno, il professore ha iniziato a esplorare alcuni edifici, mostrando anche degli attrezzi utilizzati in specifiche stanze.

Ad avermi lasciata senza parole sono state le stanze dove venivano “sedate”e “sterilizzate” le donne ebraiche, che non erano associate a cure mediche o alleviamento del dolore, bensì ad esperimenti forzati e tentativi di sterilizzazione di massa che spesso causavano forti dolori, infezioni e addirittura la morte.

La sterilizzazione forzata era un altro metodo disumano applicato dai nazisti per sterminare in massa donne con lo scopo di impedire la loro riproduzione, perché in quanto ebree ritenute “inferiori” e “biologicamente pericolose”.

Inoltre le donne erano sottoposte a continui esperimenti come quelli degli scienziati Carl Clauberg e Horst Schumann. Il primo condusse un esperimento per bloccare le tube di Falloppio attraverso l’ uso di sostanze chimiche, tutto senza anestesia. Invece il secondo sottoponeva gli organi riproduttivi a dosi molto alte di radiazioni tramite macchine a raggi X, che causavano ulcere e dolori atroci.

Alcune donne per i seguenti motivi non erano in grado di camminare per giorni per via del male provato e quelle che sopravvivevano a ciò, venivano uccise successivamente perché considerate inutili e non in grado di lavorare.

Oltre a far vedere il luogo ha mostrato le testimonianze dei sopravvissuti a questo orribile genocidio, alcuni di loro raccontavano dei disgustosi ruoli che erano costretti a svolgere all’ interno del campo ed altri dei pochi rapporti umani rimasti all, interno dei campi.
Infine la guida nel complesso di Birkenau ha mostrato dei luoghi simili a delle stalle dove anche d’inverno centinaia di prigionieri erano costretti a dormire e a causa del clima morivano molto facilmente.

Questa visita virtuale mi ha fatto conoscere altre cose sconvolgenti riguardanti quel periodo storico. L’essere umano purtroppo si è spinto fino a questo punto provocando uno dei più grandi genocidi della storia. È per questo che l’ accaduto viene e deve essere ricordato e ripreso ogni anno, perché è fondamentale non dimenticare e imparare dalla storia per far sì che avvenimenti del genere non avvengano più.

Silvia

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