La libertà nasce dal sapere: l’importanza del diritto allo studio e all’istruzione
Il diritto all’istruzione è un principio alla base di tutte le democrazie, ma non è sempre stato così.
Per secoli l’accesso al sapere è stato un privilegio riservato a pochi: alle élite, al clero o agli aristocratici. Si deve attendere l’Illuminismo affinché si diffonda l’idea di un’istruzione accessibile a tutte le classi sociali. Ma solo con la rivoluzione industriale, e la conseguente necessità di una forza lavoro istruita, i governi iniziano a istituire le prime scuole pubbliche.
Oggi il diritto all’istruzione è un diritto umano fondamentale, consacrato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, promulgata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948, che all’art. 26 afferma “ogni individuo ha diritto all’istruzione”.
Grazie all’accesso alla scuola primaria, l’umanità non ha mai visto tanti bambini e ragazzi intraprendere un percorso di studio. Eppure secondo l’Unesco, nel mondo, sono oltre 250 milioni i bambini e i ragazzi che non frequentano la scuola. Le cause principali di questa grave situazione globale sono molteplici. La povertà è tra i primi ostacoli, con fragilità economica, instabilità politica, conflitti e disastri naturali. Inoltre in alcune aree geografiche per le ragazze le opportunità di istruzione possono essere particolarmente limitate. L’Unesco stima che più della metà dei bambini e dei giovani che nel mondo non frequentano la scuola, si trova nell’Africa sub-sahariana.
Proprio per questi motivi l’istruzione è uno dei punti cardine dell’Agenda 2030 che, con l’obiettivo 4, mira a “fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti, eliminando le discriminazioni di genere e promuovendo l’uguaglianza nell’accesso all’istruzione”.
Nel nostro paese il diritto all’istruzione è sancito dall’ *art. 34 della Costituzione che cita:
- La scuola è aperta a tutti.
- L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
- I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
- La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Perché l’istruzione è così importante e soprattutto perché, ancora oggi, alcuni la sottovalutano?
L’istruzione rappresenta uno dei pilastri fondamentali dello sviluppo umano perchè rende concreta l’uguaglianza tra le persone e permette di costruire un’esistenza dignitosa.
Attenzione, non si tratta soltanto di acquisire nozioni. Attraverso lo studio si imparano, oltre ai contenuti specifici come la matematica, la storia, le lingue o le scienze, anche abilità trasversali come il pensiero critico, la capacità di risolvere problemi, la creatività e la comunicazione efficace. Queste competenze diventano fondamentali nella vita quotidiana, nel lavoro e nelle relazioni sociali. Una persona istruita ha più strumenti per fare scelte consapevoli, difendere i propri diritti e orientare il proprio futuro.
Eppure, nonostante il suo valore, ancora oggi una parte della società tende a sottovalutarne l’importanza. Non stiamo parlando di Africa, ma del nostro paese, l’Italia. In alcune realtà, soprattutto quelle economicamente fragili, l’istruzione viene percepita come un percorso poco utile rispetto alla necessità di lavorare subito.
Inoltre studiare è un investimento a lungo termine e in un mondo che premia la rapidità, molti preferiscono attività che portano benefici immediati, sottovalutando processi lenti ma profondi come l’apprendimento.
Non dimentichiamo poi la diffusione di modelli che esaltano la popolarità, il guadagno rapido o la visibilità sui social, che spesso inducono i giovani a credere che non serva studiare per avere successo.
La cosa più sconcertante è che in Italia, secondo l’OCSE, solo il 26% delle ragazze e il 17% dei ragazzi si dice contento di andare a scuola, contro una media europea del 56%.
Eppure se pensiamo ai bambini africani che non hanno scuole e banchi, ci rendiamo subito conto che studiare è un privilegio, che la scuola non è un dovere da subire, ma un diritto da proteggere perché l’istruzione è uno strumento di libertà. È il confine tra capire il mondo ed esserne trascinati.
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