Se io fossi il Natale...la riflessione di una studentessa

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Se io fossi il Natale...la riflessione di una studentessa

Se io fossi il Natale, non vorrei essere un giorno sul calendario, ma una sensazione…

Vorrei essere quel calore improvviso che ti invade il petto quando rientri a casa e senti il profumo dei biscotti appena sfornati, o quando ti raggomitoli sotto una coperta di lana mentre fuori il mondo è gelato.

Sarei un porto sicuro, mi occuperei dei cuori stanchi…

Vorrei essere la luce soffusa delle candele, che calma l’anima di chi corre sempre dicendo a tutti: “Va tutto bene, ce la posso fare…”

Sarei quella forza invisibile che spinge le persone a cercarsi, a stringersi più forte, a riscoprire il valore di un abbraccio che dura un secondo in più del solito.

Sarei un cercatore si sguardi.

Nel mio mondo ideale, farei in modo che nessuno si senta solo.

Mi intrufolerei nelle case dei nonni, che aspettano una chiamata, diventando io stessa il telefono che squilla.

Sarei il coraggio di un ragazzo che confessa il suo amore sotto un ramo di vischio e la risata di un bambino che scopre che la magia esiste davvero.

Se fossi il Natale, vorrei che ogni solitudine potesse essere colmata da una parola gentile, detta piano, come un segreto prezioso.

Se io fossi il Natale, vorrei essere un raggio di sole in pieno inverno.

Vorrei che le persone si sentissero un po’ più luminose dentro, con il cuore più leggero e la voglia di portarsi dietro quel calore per tutto l’anno.

…Perché, in fondo, essere il Natale significa proprio questo: ricordare al mondo che l’amore è l’unica cosa che, se condivisa, anziché diminuire raddoppia…


Emma

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