Il senato approva la riforma della giustizia, al via la corsa per il referendum costituzionale
Dopo anni di lotte politiche e di dubbi procedimenti giudiziari nei confronti di una certa parte politica, il senato ha finalmente approvato la tanto attesa Riforma della Giustizia. Il Guardasigilli Nordio, insieme alla squadra di governo guidata da Giorgia Meloni, trionfano per questo importante risultato politico. Successo che si presenta a poche settimane dall’ultima sentenza della Corte di Cassazione, che esclude qualsiasi rapporto da parte di Silvio Berlusconi con la malavita, chiudendo così un lungo e buio capitolo della vita del Cavaliere.
La riforma prevede diversi cambiamento all’interno della magistratura. Innanzitutto si procede con la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice, per permettere una più chiara e indiscriminata decisone finale durante i provvedimenti giudiziari. Verranno creati due diversi Consigli Superiori della Magistratura, entrambi presieduti dal capo dello Stato e i cui membri verranno sorteggiati. I loro compiti riguardano assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni e conferimenti di funzioni nei confronti dei magistrati. Infine la creazione di un’Alta Corte Disciplinare per l’emanazione di sanzioni nei confronti di giudici che commettono illeciti.
Nel mentre il governo festeggia, l’opposizione storce il naso su una riforma che, per la leader del PD Elly Schlein, non cambierà e né velocizzerà i procedimenti giudiziari. Soldi sprecati non solo per il PD, ma anche per i leader di M5S, Conte, e di AVS, Bonelli e Fratoianni. Anche se però ci sono dei personaggi all’interno del “campo largo” che la pensano differentemente rispetto ai capi di sinistra. Per Emma Bonino e Vincenzo De Luca, per esempio, la riforma della giustizia è vista positivamente, garantendo libertà per i magistrati e ponendo paletti ai ruoli di PM e giudice.
Riguardo l’argomento emergono anche le linee di pensiero del mondo giornalistico. I redattori dei giornali Libero e Il Tempo, rispettivamente Daniele Capezzone e Tommaso Cerno, vedono favorevolmente la riforma, anche se sembrerà ovvio dato che entrambi dirigono giornali di destra. Più sorprendente, invece, è l’idea del direttore del quotidiano l’Unità, Piero Sansonetti, che pur essendo di sinistra da sessant’anni, ha apertamente plauso la riforma del governo. Per Sansonetti la legge permetterà di porre fine a degli scandali giudiziari come quello avvenuto all’ex presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Berlusconi è stato perseguitato dalla magistratura per scalzarlo dal potere, ha commentato il direttore de l’Unità durante la trasmissione Carta Bianca andata in onda su Rete 4.
Siccome la riforma non è passata con i 2/3 dei voti favorevoli, per l’approvazione sarà necessario un referendum costituzionale che probabilmente si terrà nella primavera del 2026. Per la segretaria del PD la sconfitta al referendum segnerebbe il capovolgersi dell’ascesa politica del governo Meloni che, dal 2022, non ha fatto altro che guadagnare consensi. Il ministro Nordio, però, è positivo riguardo il referendum e aggiunge che in caso di esito negativo non si dimetterà dal ruolo di Guardasigilli.
Anche se la riforma non è apprezzata da tutti, la maggioranza rimane compatta e unita, dando idea di un governo stabile e che sa il fatto suo. Finalmente si è avverato quello che non solo era il sogno di Silvio Berlusconi, ma anche una volontà del giudice Giovanni Falcone. Anche l’opposizione rimane unita nel campo largo condividendo il no alla legge, anche se non è ancora chiara la loro alternativa politica che fino ad ora rimane puerilmente quella di inneggiare ad un allarme fascista.
Commenti