Recensione: “L’uomo della pioggia” di John Grisham
A differenza di quanto si potrebbe pensare, il romanzo “L’uomo della pioggia” non riguarda nessuna condizione metereologica: l’espressione è usata in ambito legale per indicare un avvocato che genera profitti alti, portando clienti ricchi e cause remunerative al proprio studio. È il caso di Rudy Bailor, il protagonista della storia, che finita la scuola di legge si imbatte in un cliente che ha subito una frode assicurativa. Prendendo parte al processo il neolaureato ha la possibilità di fare una fortuna, tuttavia è inesperto, e deve fare affidamento su alcuni amici e colleghi avvocati per cercare di ottenere un verdetto favorevole. Inoltre, Rudy deve fare i conti con la sua situazione economica instabile, che intende risolvere lavorando alla stesura di un testamento, attività che porta avanti parallelamente alla causa precedentemente descritta.
Il romanzo ha, come già si evince da quanto raccontato, uno sviluppo complesso, arricchito da varie sottotrame che sono portate avanti nel susseguirsi dei capitoli. La bravura dell’autore risiede proprio nell’averle sviluppate e concluse tutte. Da notare sono inoltre le minuziose descrizioni dei procedimenti legali, che fanno immergere il lettore nella storia. Non ci si poteva aspettare nulla di meno, del resto, da un ex-avvocato come Grisham. Altro aspetto è la narrazione in prima persona, che rende il libro scorrevole e ancora più apprezzabile. Bisogna essere consapevoli, però, del fatto che il lessico usato sia settoriale e tecnico, scelta comunque corretta visto che l’argomento trattato riguarda la legge. L’autore riesce nonostante ciò a farsi capire, ma in effetti questo linguaggio potrebbe rappresentare uno scoglio per i meno esperti dell’ambito legale.
In definitiva, ho veramente apprezzato “L’uomo della pioggia”, e lo consiglio non solo a chi come me è appassionato di processi e avvocati, ma anche a chi è pronto a scoprire la storia di un giovane adulto appena uscito dall’università, che deve subito mettersi in gioco ed esperire l’ingiustizia presente nel nostro mondo.
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