Il concerto dei Weeknd allo Stadio San Siro
Il 24, 25 e 26 luglio si sono tenute le attese tre date italiane del tour “After Hours” di The Weeknd, pseudonimo di Abel Makkonen Tesfaye, cantautore e produttore discografico canadese.
Il cantante si è esibito sul palco dello Stadio di San Siro a Milano dove si è vista in apertura anche la performance di PlayboiCarti, rapper statunitense dalla grande fama.
Io ho deciso di andare al concerto soltanto qualche giorno prima, perché ero un po’ indecisa per via del prezzo abbastanza elevato, ma ho pensato che non mi sarei potuta perdere uno spettacolo di questa portata fatto da uno dei cantanti e performer più travolgenti presenti nel panorama musicale internazionale.
Il concerto è iniziato alle 19.30 con lo spettacolo di PlayboiCarti, con poi l’inizio del vero e proprio show di The Weeknd alle 21 fino alle 23, che si è concluso con la canzone “month to a flame” accompagnata da fuochi d’artificio rossi e con la sua iconica firma “XO”.
Nel fandom di The Weeknd, infatti le due iniziali hanno un duplice significato nel primo le lettere stanno rispettivamente per ecstasy e ossicodone che indicano una vita all’insegna dell’eccesso e relazioni tossiche come la realtà che il cantante vive e racconta nei suoi pezzi. Dall’altro XO Records è il nome della sua etichetta discografica, fondata da lui stesso insieme ai suoi collaboratori.
Adesso, se ci ripenso, sono veramente felice di esserci andata e di aver speso quei soldi, perché ho realizzato il sogno della me di tre anni fa, che vedeva la sua musica come un punto sicuro in cui rifugiarsi e dove staccare la testa dai troppi pensieri.
A inizio 2024, purtroppo però, ho iniziato ad allontanarmi un po’ dalla sua musica, per via della scoperta di un gruppo musicale italiano in voga quel periodo che mi ha fatto avvicinare e interessare alla musica nostrana, che in realtà prima di quel momento disprezzavo.
Nel 2025 i miei gusti musicali sono mutati completamente e mi hanno vista abbandonare il panorama discografico americano, portandomi definitivamente in direzione del cantautorato italiano.
Questo, però, non mi ha fatto perdere l’interesse e il legame che ho instaurato con le sue canzoni; anzi riascoltarle dopo tanto tempo mi ha sbloccato tantissimi bei ricordi e sensazioni che non provavo da tempo e che avevo bisogno di rivivere. E proprio il riprovare questi sentimenti mi ha fatto capire che non potevo e non dovevo perdermi il suo concerto ed infatti è stata un’ottima idea.
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