Miria: dalla fame al ritorno alle origini

Christian
Scritto da Christian -
Miria: dalla fame al ritorno alle origini

Il 18 settembre 2026, Andrea Meazza, in arte 22 Simba pubblica “MIRIA”, un progetto di 18 tracce (dedicato interamente alla nonna defunta) costruito come un vero e proprio racconto diviso in tre atti: “Arricchiti”, “Miria” e “Provinciali”. Non si tratta quindi semplicemente di una raccolta di canzoni, ma di un percorso narrativo nel quale cambiano progressivamente le domande che l’artista si pone. Il punto di partenza è la ricerca del successo. Soldi, riconoscimento, ambizione e desiderio di arrivare rappresentano il primo livello del disco. Nel secondo atto, però, quella ricerca viene messa in discussione: ottenere ciò che si desiderava non significa necessariamente sentirsi completi. Infine arriva il ritorno alle origini, alla famiglia e alla provincia, quasi come se il viaggio servisse proprio a capire il valore del punto da cui si era partiti.

ATTO 1 — ARRICCHITI

Il primo atto rappresenta la fase della conquista. 22 vuole arrivare, vuole dimostrare qualcosa e vuole uscire dalla condizione di partenza. Il titolo “Arricchiti” non deve essere interpretato solamente in senso economico: l’arricchimento diventa anche simbolo di esperienza, ambizione e crescita.

  1. SONO QUI L’apertura dell’album è una vera dichiarazione di presenza. Sono qui introduce il protagonista del viaggio e stabilisce immediatamente una delle caratteristiche principali di MIRIA: non avere necessariamente tutte le risposte, ma essere consapevoli di stare attraversando un percorso. Il brano funziona quasi come un’introduzione cinematografica. Prima ancora di parlare di soldi o successo, 22simba mette al centro la propria esistenza e il proprio percorso. È come se dicesse che il primo traguardo non è ancora quello economico: è riuscire a riconoscere dove ci si trova.

  2. ABERCROMBIE Con Abercrombie il discorso diventa più concreto. Il titolo richiama immediatamente un immaginario legato all’apparenza, allo status e alla possibilità di mostrare agli altri il risultato raggiunto. Qui emerge una delle prime contraddizioni dell’album: quanto del successo serve davvero a noi e quanto invece serve a dimostrare qualcosa agli altri? L’ostentazione diventa quindi uno strumento narrativo. 22simba racconta la possibilità di avere ciò che prima sembrava lontano, ma allo stesso tempo lascia intravedere il peso che può avere il bisogno di dimostrare di essere arrivati.

  3. SIPARIO feat. PROMESSA Sipario introduce un elemento fondamentale: la consapevolezza che dietro quello che si mostra esiste sempre qualcosa che non viene mostrato. Il “sipario” può essere letto come metafora della facciata: davanti al pubblico c’è il personaggio, dietro c’è la persona. Questa distinzione diventa fondamentale nell’intero album, perché 22 alterna continuamente l’immagine del ragazzo che vuole conquistare il mondo a quella di una persona che cerca di capire cosa vuole veramente. La presenza di Promessa contribuisce a rendere il brano più emotivo e crea un momento di pausa all’interno della prima parte del disco.

  4. VALLE DEI RE Il titolo richiama immediatamente il potere, la ricchezza e la grandezza. Dopo aver introdotto l’ambizione, 22 porta questo concetto all’estremo. La “Valle dei Re” diventa quindi un’immagine del luogo a cui si vuole arrivare: essere riconosciuti, avere potere, lasciare un segno. Ma proprio perché il disco non è una semplice celebrazione del successo, l’immagine dei “re” contiene già una domanda: quanto costa diventare ciò che si vuole essere? Il brano rappresenta bene la fase ascendente del primo atto, dove il protagonista sembra ancora convinto che la conquista esterna possa essere la risposta.

  5. ARRICCHITI feat. GUÈ È uno dei punti centrali del primo atto e non a caso ne porta il titolo. La collaborazione con Guè rafforza il tema del successo e della trasformazione sociale. L’idea dell’essere “arricchiti” rappresenta tutto ciò che il protagonista ha conquistato rispetto alla propria situazione iniziale. Ma la ricchezza nel disco è volutamente ambigua. Da una parte c’è la soddisfazione di avercela fatta; dall’altra emerge il dubbio che possedere di più non significhi automaticamente stare meglio. È proprio questa contraddizione a preparare il passaggio al secondo atto. Arricchiti è quindi sia una celebrazione sia l’inizio di una critica al concetto di successo misurato solamente attraverso ciò che si possiede.

  6. FREEDOM Il primo atto si conclude con Freedom, e la scelta del titolo è particolarmente significativa. Dopo aver parlato di ambizione, denaro, status e potere, la domanda diventa: essere arrivati significa essere davvero liberi? Il concetto di libertà chiude perfettamente il primo capitolo perché introduce il problema che verrà sviluppato nel secondo. Il protagonista ha inseguito qualcosa, ma ora deve capire se quella conquista gli abbia davvero dato ciò che cercava.

ATTO 2— MIRIA

Il secondo atto cambia prospettiva. Non è più sufficiente arrivare: bisogna capire perché si sta correndo. Se il primo capitolo è dominato dall’ambizione, il secondo è quello del dubbio. Il titolo dell’album diventa anche quello dell’atto centrale, quasi a indicare che qui si trova il nucleo più intimo del progetto.

  1. MIRIA La traccia rappresenta il cuore concettuale dell’album. MIRIA racconta la storia e l’atteggiamento della nonna di 22 ricordandola e facendo sentire all’ascoltatore una certa vicinanza con lei. Il titolo quindi un significato simbolico: rappresenta qualcosa che il protagonista cerca, ma che non può essere semplicemente comprato o conquistato. È il momento in cui il disco smette definitivamente di chiedersi “quanto posso ottenere?” e comincia a chiedersi “cosa mi rende davvero felice?”

  2. SOLDI E MATTONI Il titolo mette direttamente a confronto due elementi materiali: i soldi e ciò che con essi si può costruire. I “mattoni” possono rappresentare una casa, una sicurezza, qualcosa che rimane. I soldi invece sono un mezzo; nella traccia però ad un certo punto dice: “Un giorno non adesso porto darti casa, giuro tu vuoi che sia fatta di persone e non di soldi e mattoni”, facendo capire che i soldi non sono l’unica cosa che conta.

  3. UN COME NON UN PERCHÉ feat. TEDUA Già il titolo contiene una delle idee più interessanti del progetto: avere un “come” senza necessariamente possedere un “perché”. Il protagonista sa come muoversi, come raggiungere gli obiettivi e come inseguire il successo, ma potrebbe non sapere più perché lo sta facendo. La collaborazione con Tedua si inserisce perfettamente in questa fase più introspettiva del disco. Il brano rappresenta il momento in cui l’ambizione viene sottoposta a una domanda fondamentale: qual è il senso della corsa?

  4. NE VALE LA PENA feat. SAYF La domanda del titolo è probabilmente una delle più importanti dell’intero album. Dopo aver corso, ottenuto, rischiato e sacrificato, arriva il momento del bilancio: ne è valsa davvero la pena? La forza del brano sta proprio nell’assenza di una risposta semplice. Il successo può portare soddisfazioni, ma può anche comportare rinunce e cambiamenti personali. Il pezzo diventa quindi una sorta di checkpoint del viaggio: prima di continuare, bisogna chiedersi se la direzione scelta sia davvero quella giusta.

  5. 2 PASSI DAL CIELO NON UNO IN PIÙ Il titolo suggerisce ambizione, ma anche un limite. Il “cielo” rappresenta il massimo traguardo possibile, mentre quel “non uno in più” introduce l’idea di fermarsi. È un concetto fondamentale per un artista che per tutto il primo atto sembrava voler andare sempre oltre. Qui emerge invece la possibilità che non tutto debba essere conquistato. Il brano, pubblicato anche come singolo, viene presentato come una riflessione sulla felicità e rappresenta uno dei momenti in cui il disco sposta definitivamente l’attenzione dalla ricchezza alla ricerca di una vita più autentica.

  6. TI DARÒ Il secondo atto termina con Ti darò, un titolo che cambia completamente il rapporto con la ricchezza. All’inizio del disco il protagonista vuole ricevere: successo, soldi, riconoscimento. Qui invece compare il verbo “dare”. È un cambiamento piccolo solo apparentemente. In realtà rappresenta l’evoluzione dell’intero personaggio: da quello che vuole ottenere a quello che può lasciare agli altri. Per questo il brano funziona molto bene come conclusione del secondo atto e come ponte verso il terzo.

ATTO 3 — PROVINCIALI

Il terzo atto è quello del ritorno. Dopo aver cercato soldi, potere e felicità, il protagonista torna verso il luogo da cui tutto è iniziato. Non è però un semplice ritorno geografico: è soprattutto un ritorno identitario. Non era apre l’ultimo capitolo con una presa di coscienza. Dopo tutto quello che è successo, il protagonista può finalmente guardare indietro e mettere in discussione le convinzioni precedenti. Il titolo è volutamente aperto: “non era” può riferirsi alla felicità, al successo, alla risposta che si pensava di aver trovato. Il passato viene quindi riletto con occhi nuovi.

  1. PROVINCIALI Provinciali è il centro concettuale del terzo atto e uno dei brani più importanti dell’intero progetto. La provincia non viene presentata semplicemente come un luogo da cui scappare. Diventa invece una parte dell’identità. Dopo aver passato tutto il disco a inseguire qualcosa di più grande, 22simba torna a confrontarsi con le proprie origini e con le persone che hanno fatto parte del suo percorso. Il brano rappresenta quindi una rivalutazione delle radici. Non significa rinunciare all’ambizione, ma capire che crescere non significa necessariamente cancellare da dove si viene. La stessa presentazione ufficiale del progetto descrive Provinciali come il passaggio verso origini e famiglia.

  2. 1/1 feat. 18K Il titolo 1/1 richiama l’idea dell’unicità. Dopo aver passato gran parte del disco a confrontarsi con il successo e con l’immagine esterna, arrivare a considerarsi “1/1” significa riconoscere il proprio valore senza bisogno di essere uguali a qualcun altro. Il tema dell’identità diventa quindi centrale: il protagonista non deve più dimostrare di essere il migliore secondo le regole degli altri, ma deve capire chi è secondo le proprie.

  3. PASS PER IL PARADISO feat. PAKY Il “pass per il paradiso” è una metafora perfetta per il tema dell’intero progetto. Per tutto l’album 22simba sembra cercare una sorta di biglietto d’accesso alla felicità: prima attraverso i soldi, poi attraverso il successo, infine attraverso la consapevolezza. Ma il punto è proprio questo: non esiste necessariamente un biglietto materiale per stare bene. La presenza di Paky aggiunge un’altra prospettiva al racconto e rende il brano uno dei momenti più intensi dell’ultimo atto.

  4. C’È CHI PIANGE E PIOVE Il penultimo brano porta il disco verso una dimensione più malinconica. Il titolo mette insieme pianto e la pioggia. È una metafora semplice ma efficace, perché confonde ciò che appartiene all’uomo con ciò che appartiene al mondo esterno. Dopo l’ambizione e la ricerca, rimane la parte più fragile del protagonista. È quasi il momento di silenzio prima della conclusione.

  5. VICTORY LAP L’album termina con Victory Lap, cioè il giro celebrativo che normalmente si compie dopo una vittoria. Ma dopo tutto ciò che ho ascoltato, il significato della vittoria cambia. All’inizio del disco vincere sembrava significare avere di più. Alla fine, invece, la vittoria sembra essere soprattutto aver capito cosa conta davvero. È una conclusione circolare: il protagonista parte cercando successo e arriva alla consapevolezza. La “vittoria” non è più soltanto economica o sociale, ma personale. La cosa più interessante di MIRIA è che i tre atti possono essere letti come tre domande diverse.

ARRICCHITI → “Quanto posso ottenere?”

MIRIA → “Quello che ottengo mi rende davvero felice?” PROVINCIALI → “Dopo tutto questo, chi sono veramente?” È questa evoluzione a rendere il progetto più simile a un racconto che a un semplice album rap. Nel primo atto il protagonista guarda verso l’alto: vuole crescere, avere successo e cambiare la propria condizione. Nel secondo guarda dentro di sé: comincia a dubitare delle proprie certezze e comprende che il successo non risolve automaticamente ogni problema. Nel terzo guarda indietro: torna alle proprie origini e comprende che ciò da cui cercava di allontanarsi può essere proprio ciò che gli permette di capire chi è. La frase con cui Universal presenta il progetto riassume perfettamente questa traiettoria: la ricerca passa dalla fame ai soldi, dalla pace al potere, fino alla consapevolezza di essersi potuti trasformare in qualcuno che non si voleva essere.

MIRIA è quindi un album costruito sul concetto di viaggio. Non racconta solamente l’ascesa di 22, ma soprattutto ciò che può succedere quando una persona ottiene alcune delle cose che pensava di desiderare da sempre.

Il vero punto del progetto non sembra essere stabilire se il denaro sia positivo o negativo, né dire che il successo non abbia valore. Il messaggio è più complesso: il successo può essere importante, ma diventa pericoloso quando viene trasformato nell’unico modo attraverso cui misurare il proprio valore. Per questo il viaggio termina con la provincia e non con un nuovo traguardo materiale. Dopo aver cercato di andare sempre più lontano, 22 scopre l’importanza del primo passo. Ed è forse proprio questa la “vittoria” raccontata dall’ultimo brano: non essere arrivati più lontano degli altri, ma essere finalmente riusciti a capire perché si era iniziato a correre.

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