La paura di non essere abbastanza

Sara
Scritto da Sara -
La paura di non essere abbastanza

Ci sono pensieri che non diciamo quasi mai ad alta voce. Restano nella nostra testa, nascosti tra mille altre preoccupazioni, eppure ci accompagnano ogni giorno. Uno di questi è la paura di non essere abbastanza. Credo che quasi tutti, almeno una volta nella vita, si siano sentiti così. Non abbastanza intelligenti, non abbastanza belli, non abbastanza forti, non abbastanza capaci. È una sensazione strana, perché spesso nasce anche quando gli altri ci fanno i complimenti o ci dicono che stiamo andando bene. In qualche modo, però, dentro di noi continua a esserci una voce che sussurra: “Potevi fare di più”.

Questa paura si insinua lentamente nella vita delle persone. Magari inizia con un brutto voto, con un errore, con un confronto. Vedi qualcuno che sembra più bravo di te e inizi a chiederti cosa ti manca.

Poi ne vedi un altro e fai lo stesso. Alla fine non stai più guardando gli altri per ammirarli o imparare da loro, ma per trovare nuovi motivi per sentirti inferiore.

Penso che il confronto sia una delle cose che ci fa più male. Non perché sia sempre sbagliato, ma perché spesso dimentichiamo che stiamo confrontando il nostro dietro le quinte con il palcoscenico degli altri. Vediamo i loro successi, i loro sorrisi, i loro traguardi, ma non vediamo le loro paure, le loro lacrime o le notti in cui hanno pensato di non farcela. Così finiamo per credere che siamo gli unici ad avere difficoltà. Anche io penso che molte volte siamo troppo duri con noi stessi. Ci abituiamo a vedere solo quello che non va. Se otteniamo dieci risultati positivi e uno negativo, indoviniamo su quale ci concentreremo? Proprio su quello negativo. È come se il nostro cervello fosse allenato a ricordare gli errori più dei successi.

A volte ci imponiamo standard impossibili. Vogliamo essere sempre produttivi, sempre motivati, sempre
forti. Vorremmo non sbagliare mai, non deludere nessuno, non avere momenti di stanchezza. Ma la
realtà è che siamo esseri umani, non macchine. Ci saranno giorni in cui ci sentiremo pieni di energia e
altri in cui fare anche una piccola cosa sembrerà una montagna da scalare.

La verità è che nessuno è abbastanza secondo tutti i criteri che la società ci impone. Se sei bravo in qualcosa, ci sarà sempre qualcuno più bravo. Se raggiungi un obiettivo, ne apparirà subito un altro. È una corsa infinita che rischia di lasciarci sempre insoddisfatti. Forse il punto non è diventare abbastanza per gli altri. Forse il punto è capire che il nostro valore non dovrebbe dipendere da una classifica, da un giudizio o da un risultato. Una persona non vale di più perché prende voti migliori, guadagna più soldi o riceve più complimenti. Una persona vale perché esiste, perché prova emozioni, perché lotta, perché continua ad andare avanti anche quando le cose diventano difficili. Crescendo ho capito che accettare se stessi non significa pensare di essere perfetti. Significa riconoscere i propri limiti senza trasformarli in una condanna. Significa capire che possiamo migliorare senza odiarci per quello che siamo oggi. Significa concederci lo stesso rispetto e la stessa comprensione che offriamo alle persone a cui vogliamo bene.

Forse la paura di non essere abbastanza non sparirà mai completamente. Ogni tanto tornerà a farsi sentire, soprattutto nei momenti più difficili. Però possiamo imparare a non crederle ogni volta che parla. Possiamo ricordarci che non siamo definiti dai nostri fallimenti e che un momento difficile non racconta tutta la nostra storia.

Alla fine, credo che essere abbastanza non significhi raggiungere la perfezione. Significa guardarsi allo specchio e capire che, nonostante gli errori, le insicurezze e le fragilità, siamo comunque persone che meritano di essere amate, rispettate e ascoltate. E forse è proprio quando smettiamo di rincorrere un’impossibile perfezione che iniziamo davvero a sentirci abbastanza.

Sara

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