Le proteste di Milano del 17 e 18 ottobre 2026
Sabato 17 e domenica 18 ottobre sono state due giornate di scontri a Milano, segnate da manifestazioni contro il caro vita e da gravi disordini nel centro cittadino. Le proteste sono nate dal malcontento per l’aumento del costo della vita, il prezzo dei carburanti, la pressione fiscale e le difficoltà economiche che interessano molte famiglie. Tuttavia, quella che doveva essere una mobilitazione di piazza si è trasformata in violenti scontri con le forze dell’ordine.
Sabato 17 ottobre: la protesta pacifica degenera in violenza
Nel pomeriggio di sabato, circa cinquemila persone hanno partecipato a una manifestazione nel capoluogo lombardo. Durante gli scontri, alcuni gruppi di manifestanti hanno lanciato pietre, bottiglie, petardi e transenne contro gli agenti della polizia. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti per disperdere i gruppi più violenti. Si sono registrati danni alle vetrine dei negozi, incendi di rifiuti e atti di saccheggio.
Domenica 18 ottobre: nuove tensioni e danni ai negozi
La situazione non si è risolta con la fine della manifestazione del sabato. Nel pomeriggio di domenica, nuovi gruppi di giovani si sono radunati nelle vicinanze di piazza Duomo e nelle vie del centro. Sono stati segnalati ulteriori episodi di vandalismo, vetrine infrante e negozi saccheggiati, con nuovi interventi delle forze dell’ordine. La polizia ha utilizzato mezzi antisommossa, lacrimogeni e idranti per contenere i disordini.
Il governo ha annunciato un confronto dedicato alla sicurezza dopo gli scontri, mentre proseguivano le attività delle forze dell’ordine per identificare i responsabili.
INTERVISTA 1
1 - Da dove hai preso le informazioni riguardanti le proteste a Milano del 17 e 18 ottobre?
Ho seguito l’evolversi della situazione principalmente attraverso la televisione e i racconti dei ragazzi.
2 - Sei d’accordo con i motivi e i metodi utilizzati durante questa manifestazione (di sabato) e credi che sia giusto che siano proprio i giovani ragazzi a partecipare?
Credo sia assolutamente giusto che i giovani si scambino idee e manifestino per cause importanti come il carovita e la scuola. Tuttavia, occorre scindere la manifestazione pacifica di sabato dalle devastazioni di domenica, che non avevano nulla a che fare con una protesta politica o sociale.
3 - La protesta pacifica è un buon metodo per far sentire la propria voce o necessariamente bisogna usare almeno un minimo di forza?
Sono nettamente contraria alla violenza. La protesta pacifica è l’unico metodo valido ed è una cosa positiva quando i giovani sfilano in corteo per esprimere le proprie opinioni senza danneggiare nessuno.
4 - Che “punizione” daresti a quei ragazzi che hanno vandalizzato la città?
Li metterei a lavorare per diverse ore al giorno per anni, affinché rimborsino con il proprio lavoro tutti i danni causati ai negozianti. Spesso dietro a questi giovani ci sono brave famiglie che restano traumatizzate, ma è mancato il dovuto controllo.
5 - Ciò che è successo è davvero molto grave o i media stanno esagerando ingrandendo la cosa?
L’accaduto è gravissimo e non ritengo che i mezzi di informazione stiano esagerando la portata degli eventi.
6 - Credi che queste violenze siano fomentate dalle forze dell’ordine o da personaggi importanti?
Escludo che le forze dell’ordine abbiano fomentato gli scontri. Ritengo tuttavia probabile la presenza di una regia o di una mente malvagia che ha coordinato l’invio capillare di avvisi e messaggi sui telefoni dei ragazzi.
Un docente
INTERVISTA 2
1 - Da dove hai preso le informazioni riguardanti le proteste a Milano del 17 e 18 ottobre?
Ho guardato soprattutto i video diffusi sui social network. Io e il mio gruppo di amici avevamo intenzione di andare a Milano, ma abbiamo preferito rimanere a casa per evitare di essere scambiati per malintenzionati o rischiare scontri.
2 - Sei d’accordo con i motivi e i metodi utilizzati durante questa manifestazione (di sabato) e credi che sia giusto che siano proprio i giovani ragazzi a partecipare?
È giusto partecipare, ma la maggior parte di chi ha creato caos lo ha fatto esclusivamente per fare vandalismo, senza nemmeno conoscere le motivazioni della protesta o urlando slogan non pertinenti.
3 - La protesta pacifica è un buon metodo per far sentire la propria voce o necessariamente bisogna usare almeno un minimo di forza?
In Italia la polizia ha troppo poco potere e chi ricorre alla violenza deve essere fermato con la violenza.
4 - Che “punizione” daresti a quei ragazzi che hanno vandalizzato la città?
Le forze dell’ordine dovrebbero usare i manganelli, arrestare i responsabili oppure obbligare a lavorare per ripagare interamente i danni apportati. Nel nostro Paese, manca la certezza della pena, come dimostrano casi in cui reati gravi si concludono solo con gli arresti domiciliari.
5 - Ciò che è successo è davvero molto grave o i media stanno esagerando ingrandendo la cosa?
La devastazione delle vetrine e l’uso della violenza sono stati fatti seri e inaccettabili.
6 - Credi che queste violenze siano fomentate dalle forze dell’ordine o da personaggi importanti?
Le forze dell’ordine si trovano lì per proteggere chi manifesta e vengono ingiustamente attaccate dai violentatori.
Uno studente di 17 anni
INTERVISTA 3
1 - Da dove hai preso le informazioni riguardanti le proteste a Milano del 17 e 18 ottobre?
Mi sono informato tramite i telegiornali, i social media e i messaggi che sono circolati nei gruppi WhatsApp.
2 - Sei d’accordo con i motivi e i metodi utilizzati durante questa manifestazione (di sabato) e credi che sia giusto che siano proprio i giovani ragazzi a partecipare?
Condivido le ragioni della manifestazione, come la tutela del diritto allo studio e il contrasto al carovita, ed è giusto che i ragazzi si facciano sentire come è avvenuto pacificamente in altre regioni.
3 - La protesta pacifica è un buon metodo per far sentire la propria voce o necessariamente bisogna usare almeno un minimo di forza? La protesta deve rimanere rigorosamente pacifica; la violenza di pochi finisce soltanto per oscurare il messaggio sociale originario.
4 - Che “punizione” daresti a quei ragazzi che hanno vandalizzato la città?
Occorre far comprendere che ogni azione ha delle conseguenze, imponendo il risarcimento economico dei danni o lo svolgimento di lavori di pubblica utilità.
5 - Ciò che è successo è davvero molto grave o i media stanno esagerando ingrandendo la cosa?
I telegiornali stanno spostando l’attenzione soltanto sul vandalismo per creare odio e allarmismo, mettendo in secondo piano i problemi reali posti alla base della protesta.
6 - Credi che queste violenze siano fomentate dalle forze dell’ordine o da personaggi importanti?
Più che da manovre delle forze dell’ordine, il clima è stato alimentato dalle notizie virali e dalle catene di messaggi sui telefoni volte a generare paura o richiamare gruppi di esagitati.
Uno studente di 17 anni
INTERVISTA 4
1 - Da dove hai preso le informazioni riguardanti le proteste a Milano del 17 e 18 ottobre?
Ho letto alcuni articoli ma ho preso le informazioni riguardanti le manifestazioni principalmente dai social media come Instagram e tik tok, attraverso foto, video, testimonianze e contenuti condivisi da chi ha partecipato o assistito alle proteste.
2 - Sei d’accordo con i motivi e i metodi utilizzati durante la manifestazione di sabato? Credi che sia giusto che siano proprio i giovani a partecipare?*
Secondo me i motivi erano più che validi. Il metodo utilizzato era quello di partecipare pacificamente alla manifestazione. Lo scopo non era quello di usare la violenza; la situazione è degenerata successivamente. Credo sia giusto che i giovani partecipino, perché la protesta riguardava direttamente la loro realtà attuale, come le infrastrutture scolastiche, ma anche il loro futuro, considerando problemi come il carovita e le difficoltà economiche che si riscontrano già oggi.
3 - La protesta pacifica è un buon metodo per far sentire la propria voce o bisogna necessariamente usare almeno un minimo di forza?
Credo che la protesta pacifica sia un buon metodo per esprimere le proprie idee e far valere i propri diritti. Tuttavia, credo che spesso una manifestazione “violenta” come quella del 17/10 riesca ad attirare maggiormente l’attenzione del pubblico e dei media. Questo non significa, però, che la violenza sia necessaria o giustificabile per essere ascoltati.
4 - Che “punizione” daresti ai ragazzi che hanno vandalizzato la città?
Io credo che chi vandalizza la città debba assumersi la responsabilità delle proprie azioni e contribuire a risarcire i danni, in segno di rispetto verso la comunità. In caso si riesca ad identificare i partecipanti, si potrebbe indirizzarli alle attività socialmente utili, come la partecipazione alla pulizia degli spazi pubblici vandalizzati, perché bisogna comprendere concretamente le conseguenze delle proprie azioni e l’importanza di rispettare i beni comuni.
5 - Ciò che è successo è davvero molto grave o i media stanno esagerando, ingigantendo la situazione?
Quello che è successo è grave, ma credo sia importante considerare anche le cause e le tensioni sociali che hanno portato a questi eventi. Secondo me, i media hanno dato molto risalto agli episodi di violenza e nessuna importanza a contenuti che ho visto sui social, come per esempio, ragazzi impegnati a ripulire le strade dopo la manifestazione. Per questo credo sia importante informarsi attraverso fonti diverse, senza minimizzare le violenze ma nemmeno fermarsi a una sola versione dei fatti.
6 - Credi che queste violenze siano fomentate dalle forze dell’ordine o da personaggi importanti?
Non credo sia possibile dare necessariamente la colpa alle forze dell’ordine o a personaggi importanti senza prove concrete. Sostengo, però, che possano essere state provocate o incoraggiate da persone più grandi rispetto all’età media dei ragazzi presenti alla manifestazione.
Una studentessa di 18 anni
INTERVISTA 5
1 - Da dove hai preso le informazioni riguardanti le proteste a Milano del 17 e 18 ottobre?
Ho ricavato le informazioni delle proteste del 17 e 18 ottobre dai notiziari alla radio e tv.
2 - Sei d’accordo con i motivi e i metodi utilizzati durante la manifestazione di sabato? Credi che sia giusto che siano proprio i giovani a partecipare?
Concordo con i motivi, anche se mi è parso di capire che non tutti i partecipanti li conoscessero, non concordo invece con il metodo violento utilizzato per la protesta. Ritengo che sia giusto, oltre che importante, che siano anche i giovani ragazzi a partecipare.
3 - La protesta pacifica è un buon metodo per far sentire la propria voce o bisogna necessariamente usare almeno un minimo di forza?
La protesta pacifica è sempre un buon metodo per esprimere le proprie idee e anche un eventuale dissenso.
4 - Che “punizione” daresti ai ragazzi che hanno vandalizzato la città?
Chi ha vandalizzato la città dovrebbe risarcire i danni causati.
5 - Ciò che è successo è davvero molto grave o i media stanno esagerando, ingigantendo la situazione?
Ciò che è successo è molto grave, i media tuttavia dovrebbero dare maggiore risonanza alle legittime e vere motivazioni di chi ha protestato.
6 - Credi che queste violenze siano fomentate dalle forze dell’ordine o da personaggi importanti?
Probabilmente queste proteste violente sono fomentate da chi ha interessi diversi rispetto al bene pubblico e alla libera espressione di idee/ideali/valori democratici.
Una professoressa di filosofia
Le proteste avvenute nel fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026 per via del carovita hanno suscitato opinioni diverse nei cittadini, soprattutto sulla gravità delle azioni e sulle punizioni che spetterebbero ai ragazzi violenti che hanno vandalizzato la città di Milano, però la maggior parte sono d’accordo sui motivi della protesta.
Allora mi chiedo: fino a quanto é giusto spingersi per far sentire la propria voce, per far sì che i potenti facciano qualcosa per migliorare le condizioni dei deboli?
Sono dell’idea che la violenza vada sempre condannata, ma in certi casi andrebbe anche contestualizzata.
Abbiamo precedenti di altre proteste violente che sono riuscite a cambiare il mondo e che influenzano in maniera positiva come viviamo oggi.
Per esempio, le suffragette, che nel XX secolo hanno manifestato per ottenere la parità tra i sessi, e non l’hanno fatto in modo totalmente pacifico: hanno vandalizzato rompendo vetrine e dando fuoco a cassette della posta.
Nonostante ciò, risulta evidente che molti tra i ragazzi violenti presenti alle manifestazioni erano lì solo per creare caos e devastazione.
Il problema é che, accanto a pochi ragazzi che spaccavano le vetrine, che comunque sono frutta della società per cui stiamo manifestando e cercando di cambiare, ce n’erano migliaia che protestavano in maniera pacifica.
I telegiornali non hanno parlato della maggioranza, hanno parlato della minoranza che ha cercato un pretesto per distruggere la città, hanno mostrato solo gli eccessi, senza dare voce a coloro che sono scesi in piazza a volto scoperto e con i cartelloni in mano.
La politica si sta focalizzando sulle conseguenze di queste proteste, non sulle cause; preferisce dare la colpa ai ragazzini che, in maniera più o meno giusta, sono scesi in piazza, piuttosto che guardarsi allo specchio e chiedersi perché stanno facendo tutto ciò e chiedersi come sia possibile cambiare le cose.
Elisa, Bianca e Aesha
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