Non solo cioccolato: cosa racconta davvero l’uovo di Pasqua

Luke
Scritto da Luke -
Non solo cioccolato: cosa racconta davvero l’uovo di Pasqua

Al latte, fondente, bianco, con le nocciole, al pistacchio, al caramello salato… si trasforma ma è sempre lui, l’uovo di cioccolato! Quest’anno l’avete mangiato? Che siate dei puristi dell’extra-dark o dei fan delle versioni “esotiche” cariche di granella, c’è una verità universale: la Pasqua senza il rito della rottura del guscio non sarebbe la stessa.

Ma vi siete mai chiesti perché, tra tutti i dolci possibili, abbiamo scelto proprio un uovo di cacao per festeggiare?

Tutto inizia molto prima del cioccolato. Fin dall’antichità l’uovo aveva un significato speciale. Egizi, Persiani e Romani lo consideravano un emblema della nascita del mondo e del ciclo della vita. In primavera, stagione della rinascita della natura, era usanza scambiarsi uova come augurio di prosperità e nuovi inizi. Questo gesto, semplice ma ricco di significato, è sopravvissuto nel tempo trasformandosi e adattandosi alle diverse culture.

Con l’arrivo del Cristianesimo, l’uovo assume un nuovo valore, diventando simbolo della Pasqua e della resurrezione di Gesù: proprio come il pulcino rompe il guscio per nascere, la vita riesce a vincere sulla morte. Nel Medioevo, durante la Quaresima, era vietato consumare uova, che venivano quindi conservate e poi decorate per essere regalate alla fine del periodo di digiuno, come segno di festa e condivisione. A quei tempi si usava donare uova vere, spesso bollite con foglie o fiori per colorarle. I nobili però, preferivano quelle in materiali preziosi come argento, platino e oro. Nel 1300, durante il suo regno, Edoardo I d’Inghilterra ne fece rivestire ben 450 con foglie d’oro per i suoi ospiti in occasione della Pasqua.

Il salto di qualità avviene nel Settecento. La leggenda narra che i primi a sperimentare il cioccolato a forma di uovo furono i maestri cioccolatieri di Torino, ma la vera svolta si deve a tre nomi, ciascuno di un paese diverso. Innanzitutto l’inglese John Cadbury, che nel 1875 realizzò il primo uovo di cioccolato fondente cavo, prodotto in serie. Poi lo svizzero Rodolphe Lindt, che nel 1879 inventò la macchina per il concaggio, che rendeva il cioccolato vellutato e particolarmente morbido al palato. Infine lo Zar di Russia Alessandro III, che nel 1883 incaricò l’orafo di corte Peter Carl Fabergé di realizzare meravigliose uova decorate per la consorte.

Se oggi cerchiamo la sorpresa dentro l’uovo, dobbiamo ringraziare proprio Fabergé, perchè ebbe l’idea di creare un uovo d’oro decorato, che all’interno conteneva un tuorlo d’oro, che a sua volta conteneva una gallinella, che a sua volta nascondeva una corona… una sorta di matrioska preziosissima che ha dato il via alla tradizione del regalo interno.

In ogni uovo, anche il più moderno, resta nascosto un messaggio antico: quello della vita che rinasce, della speranza e dei nuovi inizi. Probabilmente è proprio questo, più della sorpresa al suo interno, il vero regalo della Pasqua, ma forse ce ne siamo dimenticati… o no?

Luke

Luke

Sono sportivo: basket, MTB, downhill, windsurf, vela e sci. Mi piace stare in compagnia, sono curioso e mi sveglio sempre di buon umore. Sono un ragazzo chill.

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