Il Mapelli si racconta: intervista alla Prof.ssa Stefania Agresta

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Il Mapelli si racconta: intervista alla Prof.ssa Stefania Agresta

Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare la professoressa Stefania Agresta, docente di Economia aziendale dell’Istituto Mapelli. Attraverso le nostre domande abbiamo cercato di conoscere meglio il suo percorso, le esperienze che l’hanno segnata e il significato che attribuisce al suo ruolo di insegnante.

1 - Perché ha scelto di intraprendere questo percorso?

Mi sono appassionata alle materie economiche durante il mio percorso universitario in Economia e Commercio. Ho avuto poi la fortuna di poter approfondire questa passione attraverso l’insegnamento, trasmettendo le mie conoscenze ai giovani ragazzi.

2 - Che cosa le insegnano gli studenti senza rendersene conto?

Mi insegnano a utilizzare un linguaggio semplice ed efficace e a trovare il giusto ritmo nell’affrontare le cose. Noi adulti, a volte, tendiamo ad accelerare troppo, mentre i ragazzi hanno bisogno di una routine tranquilla e di tempi adeguati per comprendere e imparare.

3 - Qual è la soddisfazione più grande che ha provato nella sua carriera?

La soddisfazione più grande è incontrare, anche dopo tanti anni, un’ex studentessa o un ex studente che si è realizzato professionalmente e che torna per ringraziarmi degli insegnamenti ricevuti. Sono momenti che capitano raramente, ma che ripagano di tante fatiche e mi fanno capire quanto il mio lavoro possa lasciare un segno.

4 - C’è stato un insegnante che ha influenzato particolarmente la sua vita?

Sì, ci sono stati diversi insegnanti importanti nel mio percorso. Ricordo soprattutto un professore di filosofia delle scuole superiori, che aveva un modo di insegnare diverso dagli altri e mi ha dato la possibilità di utilizzare la mia testa, ragionando in modo autonomo. Anche alcuni docenti universitari mi hanno aiutata a compiere scelte importanti per il mio futuro.

5 - Quale insegnamento vorrebbe lasciare ai suoi studenti?

Mi piacerebbe che i ragazzi conservassero il senso del dovere e comprendessero il valore del lavoro. Vorrei che si sentissero parte attiva della società, consapevoli che il loro impegno è importante e necessario per contribuire al futuro di tutti.

6 - Secondo lei, è più importante seguire le proprie passioni o scegliere una strada che offra maggiori sicurezze?

Secondo me è importante seguire le proprie passioni, perché quando si fa qualcosa che si ama, lo si fa con particolare cura e dedizione. Quando c’è passione, anche il risultato può diventare straordinario.

7 - Che cosa significa per lei lasciare un segno nella vita di uno studente?

È una domanda difficile, perché nel corso degli anni ci sono stati tanti momenti significativi. Purtroppo, a volte si ricordano più facilmente le esperienze negative rispetto a quelle positive. Tuttavia, a giugno ho ricevuto un piccolo pensiero da parte di due studentesse che mi hanno ringraziata per il lavoro fatto insieme. Conservo quel biglietto insieme a tanti altri, perché ogni tanto rileggerli mi dà il coraggio di andare avanti e mi ricorda che il mio impegno può essere importante per qualcuno.

8 - C’è una frase che uno studente le ha detto e che non dimenticherà mai?

Non c’è necessariamente una sola frase che ricordo più di tutte. Nel corso degli anni ho vissuto tanti momenti e ho ricevuto parole diverse, alcune anche in situazioni difficili. Il rapporto tra insegnante e studente non è sempre semplice: a volte può essere conflittuale, altre volte più sereno. Ciò che per me conta davvero, però, è che sia autentico. Credo che anche un confronto difficile possa lasciare qualcosa di importante, perché il valore di un rapporto non si misura soltanto nei momenti in cui si è d’accordo, ma anche nella capacità di comprendersi e imparare reciprocamente.

9 - Che cosa prova pensando alla responsabilità di accompagnare i giovani nel loro futuro?

È una grande responsabilità. Mi piacerebbe che i miei studenti avessero gli strumenti e le competenze giuste per affrontare il futuro e, soprattutto, che si sentissero liberi di scegliere la propria strada in modo consapevole. Non credo che un insegnante debba decidere il futuro dei ragazzi, ma aiutarli a diventare persone capaci di scegliere autonomamente.

Un insegnamento che lascia il segno

L’intervista alla professoressa Agresta ci ha permesso di riflettere sul valore dell’insegnamento e sull’importanza del rapporto tra docenti e studenti. Dalle sue parole emerge che insegnare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma anche aiutare i giovani a sviluppare autonomia, responsabilità e fiducia nelle proprie capacità.

A volte sono proprio i gesti più semplici, come un biglietto di ringraziamento, a ricordarci che il lavoro svolto ogni giorno può avere un significato profondo. Perché un buon insegnante non offre soltanto risposte, ma fornisce gli strumenti per imparare a trovare le proprie.

Aurora e Chiara

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